VERONA INEDITA: INTRECCIO DI PROFUMI E SAPORI LUNGO LA VIA DELL’IRIS E LA VECIA VIA DELLA LANA

Il cammino parte da San Bonifacio e sale dolcemente verso Soave, tra mura medievali e colline che sembrano dipinte. Qui il tempo rallenta: il castello domina il borgo, il vino accompagna i racconti e ogni pietra sembra custodire il passaggio di chi, secoli fa, attraversava queste strade.

Poi la strada devia verso Costeggiola, dove la tradizione vive ancora nei Rufioi, antiche ricette nate dalla semplicità contadina e tramandate di generazione in generazione. Sapori poveri, ma capaci di raccontare una terra intera.

Il viaggio continua verso Cazzano di Tramigna, dove i ciliegi colorano le colline e la rara Ciliegia Mora diventa simbolo di resistenza e amore per la propria terra. Qui la natura detta ancora il ritmo delle stagioni e ogni raccolto è il frutto di pazienza e cura.

Ed è proprio tra queste colline che si apre la Via dell’Iris, il cuore del percorso. Un sentiero che profuma di fiori selvatici, erbe officinali e primavera. Camminare qui significa ascoltare il silenzio, respirare lentamente e lasciarsi sorprendere dalla bellezza più semplice.

A Tregnago, infine, i sentieri si intrecciano con la Vecia Via della Lana, antica strada percorsa un tempo dai pastori della Lessinia. Qui convivono natura, tradizioni e mestieri che resistono al tempo: le erbe spontanee raccolte nei prati, la Pecora Brogna simbolo della montagna veronese, e il ferro battuto che, tra scintille e martelli, continua a trasformarsi in arte grazie alle mani sapienti degli artigiani locali.

Da San Bonifacio a Tregnago, questo non è solo un percorso tra paesi e colline. È un viaggio dentro una Verona meno conosciuta, ma capace di lasciare il segno. Una terra fatta di profumi, sapori, storie e persone che ogni giorno, con passione e autenticità, mantengono viva la bellezza delle proprie radici.

VERONA INEDITA: GUSTI E TRADIZIONI LUNGO IL PROGNO DELL‘ALTA VAL D’ILLASI

L’Alta Val d’Illasi è una di quelle terre che non si attraversano in fretta. Va scoperta lentamente, seguendo il ritmo della ciclopedonale che risale la valle tra boschi, corsi d’acqua e piccoli paesi dove le tradizioni continuano ancora oggi a scandire la vita quotidiana.

Il viaggio parte da Badia Calavena, porta d’ingresso della montagna veronese. Qui la valle inizia subito a raccontarsi: antiche contrade, corti rurali, l’antica abbazia e il legame profondo con una cultura contadina fatta di gesti semplici e memoria. Tra queste colline nascono storie e leggende che ancora oggi sopravvivono nei racconti tramandati di generazione in generazione.

Salendo verso Sant’Andrea, il cammino incontra uno dei simboli più curiosi della valle: i Bogoni. Le lumache, protagoniste della storica sagra del paese, diventano molto più di un piatto tipico. Sono un rito collettivo, un momento in cui la comunità si ritrova attorno ai sapori di una volta, custodendo ricette antiche e un’identità che il tempo non è riuscito a cancellare.

Poco distante, a San Bortolo, il silenzio della montagna viene rotto dall’eco potente dei Trombini. Scoppi fragorosi che da generazioni accompagnano le feste patronali e che qui rappresentano appartenenza, tradizione e orgoglio. Un suono che chi è nato in questa valle riconosce immediatamente come casa.

La strada continua verso Selva di Progno, dove i boschi si fanno più fitti e il profumo della terra accompagna il cammino. È il regno dei Puoti, i funghi porcini che ogni anno vengono celebrati con una festa capace di richiamare appassionati da tutta la provincia. Ma anche qui, più del sapore, conta il racconto di un territorio che vive ancora in profonda sintonia con la natura.

Infine si arriva a Giazza, l’ultima tappa e forse la più affascinante. Qui, nel cuore dell’isola linguistica cimbra, il tempo sembra rallentare davvero. Le montagne si fanno più severe, i panorami più intensi, e una piccola comunità continua a custodire lingua, cultura e tradizioni uniche in tutto il Veneto.

Da Badia Calavena a Giazza, questa ciclopedonale non è soltanto un percorso tra natura e paesi di montagna. È un viaggio dentro una valle autentica, fatta di sapori antichi, suoni inconfondibili e persone che continuano, con orgoglio e passione, a tenere viva l’anima più vera della Lessinia orientale.